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venerdì 13 marzo 2009

If 6 was 9


If the sun refuse to shine
I don't mind
I don't mind
If the mountains fell in the sea
Let it be
It ain't me
Got my own world to look thru
And I ain't gonna copy you

Now if 6 turned out to be 9
I don't mind
I don't mind
If all the hippies cut off all their hair
I don't care
I don't care
Dig it
Got my own world to look thru
And I ain't gonna copy you

White collared conservative flashing down the street
Pointing their plastic fingers at me
They're hoping soon my kind will drop and die
But I'm gonna wave my freak flag high, high

Fall mountain, just don't fall on me
Hello, Mr. Businessman, why you ain't dressed like me?

I'm the one who has to die when it's time for me to die
So let me live my life the way I want to
Sing on, brother,
Play on, drummer

Jimi Hendrix

venerdì 6 marzo 2009

Tremonti, l'ultimo degli idioti

L'economia frena, il futuro è incerto? non c'è problema, Tremonti risolve!

venerdì 13 febbraio 2009

Mar Mal Bas, yod he vau he


Era vestita di bianco, occhi neri ed uno sguardo furbo da cerbiatto. Io le chiesi se volesse la cosa che io tenevo e mi rispose di no, che le basta sedersi vicino a me. Non potei credere che una creatura divina volesse starmi accanto, io un mostro vestito di pelle nera e modi barbari. Il cuore mi si stava sciogliendo e la ragione si stava annebbiando. Condivisi l'intimità della mia musica, dei miei pensieri, dei desideri, un mondo magico in un posto magico in un tempo magico. Il suono delle mie note avvolse le anime intorno e si stava celebrando un rito quella notte, io non lo sapevo, ma lo seppi più tardi. Il fiore fu lo scambio del sangue da bocca a bocca, bevemmo dallo stesso calice. Il giorno dopo non fui più lo stesso, i giorni dopo non poterono essere più gli stessi, ebbi avuto il contatto con la creatura divina, colei che mi avrebbe protetto per tutta la vita. Ora lo so.

martedì 20 gennaio 2009

Rivisitato Angelo



Successe che un'Angelo volle a tutti i costi fare un viaggio sulla terra, perché amava gli umani, voleva conoscerli da vicino. A tutti costi volle scendere sulla Terra e vedere le creature che tanto amava. Dopo aver visto il suo immenso desiderio, il suo incredibile Amore, le Luci decisero di lasciarglielo fare. Ella si presentò donna e le sue ali vennero strappate per farla restare sulla Terra. L'Angelo caduto in Terra così fragile e così abbandonato cercò l'affetto nelle persone, l'umano che tanto amava. Ma sì sa, la vita sulla Terra non è tanto facile come si può pensare e così l'Angelo indifeso cominciò a sognare, a sognare e sognare, ma ogni volta ricadeva nella realtà, nella solitudine. Le sue lacrime cadendo sulla terra fecero nascere delle piante, piante diverse fra loro, che l'uomo avrebbe poi scoperto ed assunto. Ogni volta che assumiamo questi suoi frutti possiamo incontrare quest'Angelo che preso dall'ira restò intrappolato nella dimensione né umana né divina, ma nel tunnel fra le due forme. Ogni qualvolta lo incontriamo diamogli affetto, generosità, abbracciamolo con tutto il nostro Amore, finché un giorno potremo liberarlo e fargli vedere che siamo Umani, il suo grande Amore.

lunedì 19 gennaio 2009

La sensazione.


Le menti bruciate fanno risuonare il loro lamento tra i dirupi delle montagne d'orgoglio, fra le loro vallate prendono forza e rimbombano nel mistero del vento dell'oblio. Un'ombra cavalca le anime segnate, marchiate col rosso del sangue vissuto male, a nulla serve si dimenino ed il ballo continua nel vortice delle passioni. Col fulcro bastone colpisco per terra per dividere il cielo dal mare ed il fuoco dalla crepa comincia bruciare. La danza delle ninfe, che come lucertole adornano il loro sciamano con gli occhi sbarrati e la lingua danzante, di tempo in tempo si tinge di fiamme, ed un'altro vortice si forma intorno al fuoco che piano s'innalza verso lo scudo di stelle. Il vento ulula nelle mie orecchie, sussurra le parole dei tempi, le sue parole mi penetrano le orecchie come lingue di serpente, come scosse nel cervello e mentre la danza si trasforma in pazzia, lo scudo di stelle comincia a girare intorno come una sfera, sempre più veloce, sempre di più, le ninfe ormai urlano, il fuoco sta esplodendo e i suoi tuoni mi stanno facendo impazzire, l'ululato è insopportabile, i capelli si stanno aggrovigliando nel vento vorticoso e i miei occhi si trasformano nello sguardo di tutte le anime che cominciano ad occupare le mie viscere.
Bene, sorridete ora.

venerdì 16 gennaio 2009

666


C'era una volta un'idea, talmente grande che al suo interno ci stava tutto l'universo. Essa nacque da un unico uomo, un granello di sabbia nell'universo, e andò da uomo a uomo ed a tutti sembrava una bella idea, tanto che convinse tutti d'esserlo. L'idea parlava delle bellezze dell'uomo, delle sue ricchezze, della sua quantità. All'uomo non potè non piacere, perché adorava il sé, il suo successo, il suo potere. L'idea era talmente forte e radicata che parve brillare di luce propria e con la sua luce scaldava l'intero sistema, il tutto, ogni cosa. Il granello di sabbia se ne andò e disse che sarebbe ritornato dopo tre millenni a vedere lo sviluppo della sua idea. Lui sapeva già prima, perché conosceva l'uomo, sapeva cosa sarebbe successo e fece una scommessa con Dio e con gli dei, disse che secondo egli l'uomo è una creatura imperfetta e che quest'idea, al suo ritorno, sarà padrona del mondo.
E l'uomo si sa, fece piangere Dio e fece ridere l'uomo-granello-idea, che non era cattivo, ma si è lasciato mangiare dai propri desideri, pensando che l'idea fosse la più grande fonte di energia e luce, non si è mai posto la domanda giusta per sapere chi fosse il granello di sabbia e chi fosse Dio e così l'Uomo si fece divorare da un unico granello di sabbia nell'universo infinito, affinché...

martedì 6 gennaio 2009

L'anno della Verità


Quest'anno si discuteranno grossi problemi sociali, il terreno sarà scivoloso e rischioso, si sentirà la collera della gente e finalmente qualcuno troverà le palle per affrontare la mano nera che ci tiene chiusi per non farci vedere le verità. La rana salterà dalla pentola e non sopporterà più l'acqua bollente. In aprile il terremoto si farà strada ed aprirà un varco enorme fra le diverse scale sociali che saranno sostanzialmente soltanto due. Settembre sarà il mese della svolta, sì giocherà tutto. Da lì bisognerà cambiare il mondo, chi ricomincerà da zero, chi da appena un po più su. Sembra che quest'anno l'umano sarà difronte alla verità, non so se sarà disposto a vederla. La storia del "VeriChip" è alle porte del 2010 e se non vorrà vedere, sarà definitivamente accecato per sempre.
E' tempo di scegliere da che parte stare e non lasciarsi ingannare dal infinitesimale momento di soddisfazione materiale.

Alla luce dello spirito di reciproca comprensione e comunicazione, si fa sempre più chiaro come gli insegnamenti della Cabalà possano venire applicati al di là di ogni differenza etnica e religiosa. Come esempio, spiegherò il numero 2009 dal punto di vista cabalistico, per trarne degli auspici e delle benedizioni.
Come prima cosa, per comprendere un numero elevato, conviene scomporlo nella moltiplicazione dei suoi fattori primi.

7 x 7 x 41 = 2009

Si tratta di una sequenza abbastanza facile da tradurre in concetti cabalistici. 7 è il numero "beneamato", che rappresenta la fase evolutiva nella quale siamo più aperti e recettivi nei confronti della persona con la quale abbiamo un rapporto elettivo. E' un numero di buona fortuna. 7 x 7 è quindi l'interazione tra due esseri umani, che si sono entrambi scelti ed eletti l'uno ad essere il 7, il beneamato, la "fortuna" dell'altro. Ponendosi l'uno di fronte all'altro con intenzioni di pace e di amore, i due 7 (numero che rappresenta anche la pienezza dell'essere umano, con tutti i suoi sette chakra aperti), contattano la Madre, Em, 41. La Madre, 41, è una potenza superiore, indispensabile per generare una nuova entità nel mondo. Il 7 può venire compreso come l'insieme delle sette Sefirot inferiori, e la Madre come Binà, l'Intelligenza, l'ottava dal basso.

E per finire qualcosa che ho sempre pensato, ma speravo di no: http://www.menphis75.com/destino_dei_gesuiti.htm

lunedì 5 gennaio 2009

Augurio!


Un'augurio a tutti anche a noi stessi, un'augurio alla nostra coscienza, ai nostri sentimenti, ai nostri se stessi. Chissà se potrà l'amore penetrare nelle nostre cellule e regalarci il Sogno, chissà se potremo udire ancora la voce del nostro usignolo? Io mi auguro di sì, auguro a tutti di sì, così potremo sentirci tutti legati in un mondo migliore. Ho tirato la corda fino a farla spezzare e come al solito non piangerò, ritenterò fino all'ultima corda e ramo, per lei potrei combattere fino alla morte. Il desiderio mi fa fremere, sognare ed indietreggiare, la fiamma ti fa bruciare, fa benissimo e fa malissimo, è quello che voglio. Amore.

martedì 16 dicembre 2008

mercoledì 3 dicembre 2008

Marco Travaglio - Governo Mediaset


"Buongiorno a tutti.
Ogni tanto c'è qualche illuminato pensatore che sostiene che la televisione in Italia non conta.
Che possedere televisioni, in fondo, è marginale. Che il Cavaliere le tiene così, perché ci è affezionato, ma in realtà non cambiano il corso delle cose e delle elezioni.
Sarà, però sono settimane che, mentre sulla politica italiana incombe una crisi terrificante o meglio dovrebbe incombere la crisi finanziaria come su tutte le altre classi politiche che stanno dedicandoci tutte le loro energie, la nostra classe politica sta concentrando le sue energie su temi televisivi.
La commissione parlamentare di vigilanza, le nomine che verranno fatte probabilmente dalla vigilanza e dalla maggioranza, con la collaborazione della solita quota di collaborazionisti dell'opposizione, entro Natale alla Rai.
E adesso la tassa su Sky.
E' veramente meraviglioso che, mentre tutto il mondo si sta dando da fare per rilanciare gli investimenti, per mettere in moto l'economia inceppata - poi che siano misure giuste o sbagliate lo vedremo - in Italia il nostro Presidente del Consiglio abbia trovato il modo di approfittare della crisi.
Di trasformare la crisi in un'occasione per spezzare le reni ai suoi concorrenti.
Voi sapete che è stato bloccato l'adeguamento del canone Rai all'inflazione, e questo può non essere un male vista la media dei programmi della Rai.
Il problema è che a deciderlo è il governo di Mediaset.
E poi, capolavoro, l'altro giorno è stata elevata dal 10% al 20%, cioè raddoppiata, l'IVA sulle Pay TV satellitari.
Dato che di Pay TV satellitari ce n'è sostanzialmente una, cioè quella di Murdoch - nel senso che è la sua piattaforma in abbonamento - il raddoppio dell'IVA dall'oggi al domani, per quanto non affami nessuno, mette ovviamente in difficoltà chi con la Pay TV ci campa.
Il che significherà aumento degli abbonamenti per Sky per quei quasi cinque milioni di abbonati che ci sono in Italia e significherà che Murdoch o si accollerà tutto l'aumento della tassa e così andrà praticamente a eliminare l'utile che riesce a fare, oppure la accollerà agli abbonati.
Se la accollerà agli abbonati aumenteranno gli abbonamenti, ci saranno persone che pagheranno di più oppure ci saranno persone che non pagheranno più l'abbonamento.
Stiamo parlando di quasi cinque milioni di persone, quindi di una bella fetta di Italia anche perché non sono cinque milioni di persone che vedono Sky: sono quasi cinque milioni che pagano l'abbonamento che poi vale per una famiglia di due, tre persone.
Io non lo so se sia giusto o meno quello che c'era prima, cioè l'IVA agevolata sulle Pay TV.
Non so quindi se sia giusto o non sia giusto il fatto di raddoppiarla e portarla al 20%.
Sicuramente è un dibattito ozioso, perché potrebbe essere giusto come non essere giusto in un altro Paese dove a decidere questo aumento è un governo che non possiede televisioni, invece noi abbiamo un Presidente del Consiglio che possiede televisioni che, guarda caso, sono le uniche che non pagano la crisi.
La crisi la paga la Rai col blocco del canone, la crisi la paga Sky col raddoppio dell'Iva.
L'unico che non paga mai niente è Mediaset, che Berlusconi possiede. E fosse il primo provvedimento favorevole a Mediaset uno potrebbe dire "vabbè, in quindici anni...".
No, è l'ennesimo provvedimento favorevole a Mediaset che gode di trattamenti privilegiati dal Parlamento da quando è nata, da trent'anni: dall'inizio degli anni Ottanta.
Si cominciò con i famosi decreti Berlusconi varati da Craxi per neutralizzare le ordinanze dei pretori che impedivano la trasmissione in interconnessione, cioè in contemporanea su tutte le reti regionali del network Italia 1, Rete4, Canale5.
Si proseguì con il secondo decreto Berlusconi quando il primo non fu convertito in legge. Era il periodo, tra l'altro, in cui le leggi Berlusconi si chiamavano così soltanto dal nome del beneficiario, adesso si chiamano così anche dal nome del loro autore: abbiamo completato l'opera, all'epoca l'autore era Craxi.
Abbiamo proseguito con la legge Mammì, che ha di fatto fotografato come una Polaroid il trust: quante televisioni ha Berlusconi? Tre? Perfetto: il limite antitrust è tre televisioni.
Poi abbiamo avuto la discesa in campo del Cavaliere quando Craxi e gli amici suoi non potevano più fargli le leggi e quindi ha deciso di farsele lui, personalmente, scrivendo direttamente a mano sulla Gazzetta Ufficiale.
Così siamo arrivati al 1994 quando fu varata la legge Tremonti che defiscalizzava gli utili reinvestiti.
Berlusconi e Fininvest fecero passare per utili reinvestiti, per nuovi investimenti, l'acquisto di film dall'America, che in realtà erano roba vecchia e non erano nulla di investimento reale, e poi si fecero da soli un'interpretazione che consentiva di fare questa operazione per risparmiare tasse.
E quando qualcuno lo fece notare loro risposero: "sì, ma la defiscalizzazione vale per tutte le aziende! Non possiamo mica penalizzare la nostra".
Fanno sempre così. E' come quando il figlio di un barone vince un concorso nella stessa università del barone, magari con una commissione esaminatrice presieduta dallo stesso padre barone.
Il padre barone intervistato dice: "eh ma mio figlio è bravo, non possiamo mica penalizzarlo per il cognome che ha!"
Prima fanno le cose ad personam e poi dicono: "va beh, ma non possiamo mica escludere proprio soltanto la nostra azienda!", dato che le leggi ad personam riguardano sempre una categoria nella quale è prevista la "personam" ma non solo quella.
Dopo la legge Tremonti, abbiamo scoperto oggi che "nel 1995 si decise di abbattere l'IVA per le Pay TV".
Già, ma in quel periodo Berlusconi possedeva ancora una quota di Pay TV: c'era Tele+ e Berlusconi si era liberato della quota di maggioranza perché la legge Mammì gli vietava di possedere più del 10% di Tele+.
E a chi aveva dato queste quote? Le aveva date a una serie di suoi prestanome a cominciare dall'immobiliarista Della Valle, nulla a che vedere con Della Valle Diego, quello della Fiorentina e delle Tods.
Quindi, se dicono così, vuol dire che si erano fatti una legge già all'epoca.
In realtà è difficile che quella legge l'avesse fatta Berlusconi, perché nel 1995 Berlusconi non governava più.
Governava Lamberto Dini, e il ministro delle Poste e delle comunicazioni, però, era l'avvocato Gambino, ex avvocato di Sindona che aveva anche tutelato gli interessi della Fininvest in una serie di cause.
Dopodiché abbiamo avuto, nel 1996, la quotazione in borsa di Mediaset. Poi si è scoperto che, secondo la procura di Milano, Mediaset in quel periodo già presentava bilanci falsi e presentò, quindi, prospetti falsi a proposito di certe sue società estere che sfuggivano al consolidato e che quindi fu quotata in borsa sulla base di un prospetto falso, anche se la Consob come al solito dormiva e il ministero del Tesoro pure.
Poi abbiamo avuto tutto lo scandalo televisivo con le ripetute sentenze della Corte Costituzionale che hanno imposto di mandare Rete4 sul satellite e che non sono mai state rispettate dal Parlamento, che non le ha mai tradotte in legge.
Anzi ha tradotto in legge continue proroghe per consentire a una rete abusiva di continuare a trasmettere sul terrestre anche senza la concessione: in proroga eterna.
Nel frattempo abbiamo avuto altri provvedimenti incredibili, come quelli sull'editoria scolastica che naturalmente va a vantaggio di Mondadori, che è di proprietà di Berlusconi anche se lui la controlla dal 1990 in virtù di una sentenza comprata da Previti con soldi della Fininvest estera.
Mondadori è leader anche, ovviamente, nell'editoria libraria scolastica.
Poi abbiamo avuto addirittura tre provvedimenti con cui si davano incentivi di Stato a chi comprava i decoder per il digitale terrestre - di Mediaset Premium ovviamente.
Decoder doppiamente in conflitto di interessi. Perché? Perché lo Stato aiutava i cittadini a comprare i decoder per dimostrare che tutta l'Italia era ormai illuminata dal digitale terrestre, mentre non era vero.
Lo Stato diceva: "comprateli che tanto ve ne paghiamo noi una bella quota" - "noi", poi, siamo sempre noi cittadini, lo Stato - e in più si è scoperto anche che una buona parte di quei decoder li produceva un'azienda di cui era azionista Paolo Berlusconi.
I soldi che uscivano dalle nostre tasche passavano dalle mani di Silvio e poi venivano girati, indirettamente, nelle mani del piccolo Paolo.
Regolarmente, qualunque cosa si faccia, c'è sempre Mediaset che ci guadagna e i concorrenti che ci rimettono.
Adesso, questo provvedimento che raddoppia l'IVA per Sky senza toccare minimamente Mediaset se non in minuscola parte, è stato perfettamente orchestrato.
Voi vedete come funziona bene il gioco di squadra fra Confalonieri e Berlusconi.
Confalonieri, presidente di Mediaset, fa emettere un comunicato da Mediaset il 28 novembre, quando ancora non si sa il dettaglio della manovra fiscale sulla Pay TV.
Il 28 novembre esce il comunicato di Mediaset che dice: "Apprendiamo con disappunto l'inserimento all'interno del decreto anticrisi approvato oggi dal Governo, di una norma che inasprisce l'Iva sulle attività di televisione a pagamento. In attesa di leggere nel dettaglio il provvedimento [...], esprimiamo fin da ora la nostra preoccupazione per il futuro di un'attività che Mediaset ha lanciato di recente e che in questo modo verrebbe fortemente penalizzata."
E' un capolavoro anche umoristico: qui è Mediaset che parla, ma potete mica pensare che abbia scritto Piersilvio una cosa del genere, è chiaro che c'è la vecchia volpe Confalonieri.
Nessun italiano sa ancora il dettaglio di questo provvedimento e già Mediaset si lamenta.
Si lamenta perché anche Mediaset, certamente, ha una presenza minuscola nel settore del mercato satellitare.
Il problema è che Mediaset, tramite la RTI, Reti Televisive Italiane, occupa il 5% del mercato televisivo satellitare. Sky, il 91%.
Allora vedete come sono bravi? Mediaset fa il pianto greco preventivo, in modo che il primo commento sulla legge che ammazza Sky è di Mediaset che dice: "è un danno per noi!".
Naturalmente, è un danno che vale 5 su 100. Sky ha un danno che vale 91 su 100!
Quindi, il costo per Mediaset è 5, il costo per Sky è 91.
Il costo per Mediaset è una caramella, il costo per Sky equivale esattamente agli utili che fa Sky.
Però il primo a lamentarsi è Mediaset, in modo che immediatamente l'opinione pubblica si rende conto che il governo sta penalizzando Mediaset.
Poi, quando i comuni mortali che non si chiamano Mediaset vengono a conoscenza del dettaglio del provvedimento del governo, comincia a protestare anche Sky.
E, naturalmente, a ragione - come abbiamo visto, dato che gli si sta segando il margine attivo annuale.
E' il "chiagni e fotti", il solito sistema berlusconiano del "chiagni e fotti". Mentre piange, fotte gli altri.
In questo caso, piange Confalonieri e Berlusconi fotte la concorrenza.
Questo è un ever green: Montanelli aveva definito Berlusconi il re del "chiagni e fotti". Quando piange stateci attenti: sta fregando qualcuno.
Qui ha fatto piangere Mediaset perché si notasse di meno il fatto che stavano dando una mazzata alla principale concorrenza, che naturalmente gli sta portando via un sacco di pubblicità.
Voi sapete che la pubblicità si sta trasferendo dalla televisione generalista alla televisione satellitare e a internet, e loro sulla satellitare sono molto deboli - come abbiamo visto - e su internet sono praticamente inesistenti.
Voi sapete che dato che internet è ambivalente, parli ma ti rimbalzano, quando questi provano ad andare su internet gli rimbalzano schizzi di sterco da tutte le parti!
Bisogna essere credibili per andare su internet, non si può mentire su internet con la stessa facilità con cui si mente davanti alla televisione dove il rimbalzo non c'è.
Quindi, su internet loro si sentono in difficoltà e infatti temono per la pubblicità che sta andando un po' verso il satellite e un po' verso internet.
La cosa bella è che, di fronte a tutto questo, l'opposizione non sa far altro che parlare di conflitto di interessi.
E' una cosa un po' triste e un po' comica allo stesso tempo sentir dire ancora questa parola. "Basta con il conflitto di interessi" detto da persone che sono lì da quindici anni e che hanno avuto sette anni di tempo, due volte al governo, per risolvere il conflitto di interessi o per farne uno scandalo mondiale.
Non hanno mai fatto niente, hanno sempre mercanteggiato il conflitto di interessi per un piatto di lenticchie quando addirittura non hanno costruito in casa propria il conflitto di interessi per pareggiare il conto con quello di Berlusconi invece di risolvere il suo, vedi i DS che scalavano una banca insieme all'Unipol.
E D'Alema che ancora ieri sera è andato da Crozza a dire che era un'ottima cosa scalare una banca, come se fosse compito di un partito impicciarsi in una contesa bancaria dove ci sono un concorrente estero e uno italiano che dovrebbero battersi ad armi pari.
Quindi non trovano di meglio che parlottare, borbottare, gorgogliare... "il conflitto di interessi, vergogna!". Sono giaculatorie, geremiadi che lasciano il tempo che trovano.
La stessa parola, conflitto di interessi, non è più spendibile, è logora, superata. Bisogna trovarne un'altra.
E l'unica parola che si può trovare, come scriveva il Prof. Zagrebelsky l'altro giorno, è proprio "regime".
"Regime" non vuol dire fascismo, vuol dire come viene comandato o governato un popolo quando la parola "democrazia" non va più bene.
E' un temine neutro, bisogna affiancare un aggettivo per definire il regime: abbiamo avuto il regime fascista, comunista, nazista, sudamericano, terzomondiale. In Italia abbiamo un nuovo tipo di regime, mediatico affaristico.
Naturalmente, le parole, se hanno un senso, devono poi essere accompagnate da gesti concreti.
E' chiaro che uno scandalo come quello che vediamo, un presidente del Consiglio che utilizza la crisi, le Istituzioni delle quali si è impossessato legalmente - formalmente è legale il suo essere a Palazzo Chigi - per farsi gli affari suoi, le vendette private, danneggiare la concorrenza e avvantaggiare Mediaset che sta andando malissimo in borsa, come Beppe Grillo ha anche ricordato quando ha proposto paradossalmente l'OPA su Mediaset, è uno scandalo che va denunciato a livello internazionale e va sottolineato con atti concreti.
Non si può continuare a stare insieme a Berlusconi e agli altri in commissione di vigilanza, prepararsi a spartirsi le direzioni delle reti e dei telegiornali, e nello stesso tempo denunciare quello che sta succedendo.
Per denunciare efficacemente una cosa del genere ci vogliono gesti eclatanti.
Il primo, ma mi sembra il minimo, una norma igienica di base, è quello di disertare la commissione di vigilanza.
Intanto perché la commissione parlamentare di vigilanza non deve esistere, è una bestemmia.
Quando io racconto ai miei colleghi delle televisioni straniere che vengono in Italia a intervistarmi che c'è la commissione parlamentare di vigilanza quelli mi guardano e mi dicono: "ma come... da noi sono le televisioni che vigilano sul governo e sul Parlamento, come potete voi consentire che sia il Parlamento che vigila sulla televisione?".
Quindi, sbaraccare questo ente inutile e, dato che c'è e oggi le opposizioni sono in minoranza e non lo possono affossare, disertarlo per delegittimarlo.
C'è un presidente che è una specie di fantoccio, di spaventapasseri preso da Berlusconi fra una delle Quinte Colonne che gentilmente le opposizioni gli mettono sempre a disposizione.
Villari, detto Vinavillari nel fan club che è nato in suo onore su Facebook.
Questo Vinavillari è un eroe italiano, un personaggio da film di Alberto Sordi.
Uno del PD eletto dal centrodestra, contro il volere del PD che l'ha espulso e adesso non si sa più bene a chi risponda. Ogni tanto telefona a Mastella, cioè risponde a uno che non sta in Parlamento.
Lasciassero il signor Villari con tutti i suoi mandanti in commissione di vigilanza a cantarsele e a suonarsele.
Pensate, una bella vigilanza dove i vari epuratori e i vari fascistelli che ogni venerdì attaccano Annozero e ogni lunedì la Gabanelli, fascistelli trasversali.
Restino lì tra di loro, a fare pollaio, con il loro Villari, privi di qualunque legittimità perché l'altra metà, il centrosinistra, è andato via.
Chiudessero questi signori lì dentro, nel loro pollaio, li lasciassero parlottare.
E' chiaro che senza un'opposizione la vigilanza non conterebbe più niente, non avrebbe più nessuna autorevolezza e probabilmente, come le nomine della Rai che non devono essere fatte da nessun partito - e quindi bisognerebbe modificare la legge Gasparri sbaraccandola, come aveva tentato di fare il referendum poi purtroppo dichiarato impossibile dalla Corte di Cassazione per l'annullamento di molte firme.
Sbaraccare la vigilanza ma, in attesa di poterlo fare, delegittimare questa vigilanza finché al momento delle nomine intervenga il Capo dello Stato - se esiste ancora un capo dello Stato - e dica: "signori, non si può andare avanti in questa situazione".
Perché finora è evidente che in questi primi sei mesi il regime non solo si è scelto l'opposizione che ha preferito, non solo adesso pretende anche di dire al Partito Democratico con chi si deve alleare e con chi no.
Non solo si è scelto il presidente della vigilanza in un sistema dove sempre si era stabilito che la vigilanza spettasse all'opposizione.
Non solo sta devastando gli interessi economici, sul mercato non più libero, dei concorrenti Rai e Sky e addirittura di La7: Berlusconi e i suoi invitano a sabotare Maurizio Crozza e Crozza Italia su La7 danneggiando programmi della concorrenza.
Addirittura adesso il capo di Mediaset, non contento di avere tagliato i fondi a Sky e Rai, si accinge a fare da solo le nomine per le direzioni dei telegiornali e delle reti.
Voi direte: "non c'è bisogno di cambiarli, quelli sono a disposizione in permanenza, cambiano colore anche senza aver bisogno di cambiare persona".
Questo è verissimo, infatti ieri sera credo che invece di illuminare lo scandalo del quale stiamo parlando, di quello che non si può più nemmeno chiamare conflitto di interessi perché è qualcosa di più mostruoso, il TG1 ha dedicato un ampio servizio ai campionati italiani di Yoyo.
Questi sì che sono sport da sottolineare.
Mi veniva in mente, per concludere questa nostra chiacchierata, quello che scriveva Montanelli, profeticamente, già nel 1994.
Era uno dei pochi, su La Voce, a parlare di regime non appena Berlusconi si insediò.
Pochi mesi dopo che Berlusconi si insediò, non appena mise le mani sulla Rai, nominando Letizia Moratti, che comunque era incommensurabilmente meglio della classe dirigente che adesso esibisce il popolo del centrodestra.
Montanelli già lucidamente capì che quando il controllori nominano i controllati e quando i controllati sono pappa e ciccia con i controllori, e quando la concorrenza non c'è più perché l'azienda A si occupa anche dell'azienda B, sua concorrente, è un po' come se la Fiat potesse nominare i vertici della Toyota.
Bene, io mi sono segnato, e ho riportato in un articolo che ho fatto su Micromega dedicato ai lecchini di regime in questi primi sei mesi, le parole di Montanelli.
Scriveva, Indro Montanelli, il 20 settembre 1994 e l'11 ottobre 1994 due articoli memorabili che potrebbero essere pubblicati oggi senza problemi, tali e quali.
“Anche stavolta proprio di lottizzazione si è trattato. Eseguita in piena autonomia, certo, come in piena autonomia spara il killer, visto che la pistola è la sua, e suo il dito che preme il grilletto.
Anche gli aguzzini di Auschwitz sceglievano autonomamente i disgraziati ebrei da infornare. Qualcuno dirà che è quanto si faceva anche nella Prima Repubblica. È vero. Ma la seconda è nata per correggere i difetti della Prima, non per perpetuarli, aggravati. Perché nella prima le lottizzazioni erano confesse, anzi quasi istituzionalizzate da un famoso manuale, il Cencelli, che ne dettava le regole.
Il Potere attuale lancia il sasso e nasconde la mano procedendo per delega, cioè lottizzando i lottizzatori. I quali dicono di agire in piena libertà, e hanno ragione perché è in piena libertà che hanno scelto di eseguire gli ordini del padrone e il modo di farlo.
Anche lo sciuscià Emilio Fede lustra in piena, e anzi voluttuosa, libertà gli stivali del Cavaliere. Servire, diceva Renard, è il verbo che si presta alla più ricca gamma di modulazioni”.
"Eppure - osservava Montanelli - bastava lasciare al loro posto i lottizzati della precedente infornata. Avrebbero provveduto essi stessi a convertirsi ai nuovi padroni del vapore: “Lottizzati si nasce, non si diventa.
Chi lo era ieri (...), lo sarebbe rimasto con la “squadra” [di Berlusconi, ndr]. Quella della Rai non è stata la strage degl’innocenti. È stata la strage degli innocui. A riprova che nessun mestiere si può improvvisare. Anche quello dell’epuratore, come quello del boia, esige il suo tirocinio”.
E poi si lanciava in una previsione che è quella che vorrei lasciarvi perché ci riflettiate:
“Dobbiamo prepararci a presentare le nostre scuse a Emilio Fede. L’abbiamo sempre dipinto come un leccapiedi, anzi come l’archetipo di questa giullaresca fauna, con l’aggravante del gaudio.
Spesso i leccapiedi, dopo aver leccato, e quando il padrone non li vede, fanno la faccia schifata e diventano malmostosi. Fede, no.
Assolta la bisogna, ne sorride e se ne estasia, da oco giulivo. Ma temo che di qui a un po’ dovremo ricrederci sul suo conto, rimpiangere i suoi interventi e additarli a modello di obiettività e di moderazione.
Ce lo fanno presagire certe trasmissioni radiofoniche e televisive (...) della Rai - pensate, era nel 1994... avesse visto e sentito cosa fanno alla radio e in televisione oggi - , che non ha nemmeno aspettato l’insediamento dei nuovi boss per adeguarsi al clima di ‘tutto va bene, madama la Marchesa’. - l'ottimismo di cui parla il Cavaliere - Di cui essi devono essersi fatti garanti”.
“Oggi, per instaurare un regime, non c’è più bisogno di una marcia su Roma né di un incendio del Reichstag, né di un golpe sul palazzo d’Inverno.
Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa: e fra di essi, sovrana e irresistibile, la televisione. (...)
Non ci meraviglieremmo se nella corsa alla piaggeria i nuovi officianti della Rai batteranno quelli della Fininvest: come sempre i conversi superano, nello zelo, i veterani.
Ma quale che sia l’esito di questo confronto, è scontato il risultato: il sudario di conformismo e di menzogne che, senza bisogno di ricorso a leggi speciali, calerà su questo Paese riducendolo sempre più a una telenovela di borgatari e avviandolo a un risveglio in cui siamo ben contenti di sapere che non faremo in tempo a trovarci coinvolti”.
E infatti, purtroppo, Montanelli se n'è andato nel 2001 ma, per sua fortuna, non ha potuto vedere il nostro Paese ridotto a una "telenovela di borgatari".
Noi, invece, ci siamo in questa telenovela di borgatari, ci apprestiamo a celebrare il centenario della nascita del grande Montanelli e, nel frattempo, per evitare di diventare borgatari anche noi, passiamo parola!
Ciao"

venerdì 21 novembre 2008

Fuoco sangue!

Stop the whales massacre!

Qualcosa sta cambiando, cambiando davvero. Le prime luci dell'alba poggiano i loro raggi sulle cose lasciate al tramonto, un'angolo di circa trenta gradi, insistente. Insistono talmente tanto da stancare lo sguardo di un bradipo, aprono gli occhi agli addormentati, fanno tremare l'essenziale. Il girovago nel cuore della notte ripete a voce alta le frasi che dovrà dire all'alba, non vorrebbe dimenticarle, ma ai primi raggi del sole sorge anche l'immediato oblio. Avvinghianti lucertole illuminate dal fuoco russano le scaglie l'una all'altra emettendo un suono da far impazzire le belledonne, impazzendo si concedono a colui che le desidera possedere nel tempio, sull'altare. Roventi urla di piacere invadono le stanze del mondo eterno, il vortice della passione esplode dalle sue radici e porta il cono al cielo, inghiotte ogni cosa lo vede e lo trascina nel suo ventre infuocato, è arrivato il giorno del trapasso, è arrivato il giorno della rinascita di un nuovo Sole.

lunedì 17 novembre 2008

La settima luna


Gli elementi si stanno configurando in un quadro pieno di colori e gioie, gioielli e corone. Non c'è uomo che possa scappare dall'onda di arcobaleni che inonda la nostra galassia. Gli imperatori della luce stanno tornando con tutti i guerrieri. Prepariamo i tavoli ornati di tutte le migliori prelibatezze per accoglierli, prendiamo le migliori tovaglie e facciamoli inguainare le spade affinché sentano l'odore della pace per la quale hanno combattuto, serviamoli come vanno serviti gli eroi.

mercoledì 5 novembre 2008

El saber de Fedro


Continuerai tutta la vita a stare dentro le mie viscere per sputare sul mondo quello che io non sono e ormai, dopo tutte le volte che abbiamo sparato sul destino, io non ci credo più, sono dall'altra parte ora e non ti vedo, non ti sento neanche. Sono il pagliaccio del tuo show, sono sempre stato un manichino nelle tue mani avide, rude compagno, eterno nemico. Il sole è lontano da noi e non l'hai ancora capito, e allora sai cosa ti dico? Prendimi, prendimi per sempre e portami con la tua tempesta nelle lontane foreste, cancella il mio nome e fammi vedere dov'è il banchetto promesso, il vino novello che l'uomo non riesce a creare, fulgidi lampi gremiscono i miei sogni, il vento percuote le stelle inquiete, precipito nel tuo abbraccio e poi tu intervieni spostando le montagne, i macigni. Fuggo da te, ma mi trovi ovunque, fuggo dal fuggire, piango, ma il mio pianto nessuno sente, allora batto sulle pareti del mondo tuo, ma fuori nessuno esiste o la mia voce non suona, non esisto io? Cos'è questo strano esperimento che fai? Cosa vuoi ottenere da me? Vuoi vincere? Bene...hai vinto!

mercoledì 29 ottobre 2008

Riky Baldassarri

Poggia piano la tua testa sul cuscino d'Amore preparato dalle persone che ti volevano bene, riposa fratello, avvolgiti tranquillo nelle coperte di fiori cresciuti dalle tue idee. Resterai sempre, vivrai sempre, perché credo che un'artista è un'angelo che porta il Messaggio al mondo, unisce ed è come un dio, crea i propri figli e li manda fra la gente come profonda unità di se stesso. Io sono sicuro che il tuo Messaggio ha oltrepassato monti, mari fiumi, unito migliaia di persone, di amici di fratelli. Perciò non posso che ringraziare e credere ancora di più nel regalo della vita e nell'Amore. Ciao Riky!

lunedì 27 ottobre 2008


Quante volte desideravi soltanto che la mamma fosse stata presente mentre facevi le cose giuste, quante volte desideravi solo starle vicino mentre lei faceva le cose giuste. Invece le sottane nere ti hanno ammanettato la vita, per sempre. Il desiderio di possedere è diventato insopportabile, la tua solitudine ti avvolse nel tuo mondo che tu stesso hai creato, come fossi un dio, il flagello della deficienza, del desiderio di avere ciò che non potevi, l'Amore non si compra. Non potevi nemmeno scegliere la Mamma, nessuno lo può, non potevi nemmeno scegliere di scegliere, le sottane melliflue ti hanno così insultato e scoraggiato che ora vuoi sempre fare la bella figura, piuttosto perderesti la dignità, ma il pensiero degli altri, il giudizio degli altri ti fa ancora male. Sii solo, com'è giusto esserlo, che tu lo voglia o no, si è soli sempre davanti qualsiasi porta o finestra che sia, io ti starò vicino così come sono, come posso, come tu mi vorrai, ma l'ossessione, la possessione, deve sparire dalla tua vita, devi estirparla come fosse quello che ti ha rovinato l'esistenza, quello che ti ha fatto perdere tutte le più belle occasioni senza le quali puoi soltanto sopravvivere senza goderti l'essenza stessa dell'esistenza. Ci sono persone, vite intorno a te, che ti vogliono veder sorridere, perché quando tu sorridi, tutto il mondo sorride, quando tu piangi tutto il mondo piange. Allora, Amore mio, spiega le ali, alza lo sguardo e fai vivere e brillare il mondo intorno a te, non aver paura, noi siamo qui con te, tutti, tutti quelli che vogliono la tua felicità, perché ci nutriamo della felicità di chi amiamo, e tu sei il nostro Amore.

mercoledì 22 ottobre 2008

Beit Bitul


Per un pò il gelo raschierà la polvere nelle mie vene, per un pò il buio avrà bisogno d'avvolgermi e il vento gelido del nord farà cerchi fra i miei capelli. L'oceano nero attirerà i fulmini nel suo grembo e la sua pelle avrà rughe immense, le scogliere bianche di schiuma faranno suoni terrificanti di schiaffi umidi e dolorosi, la terra romberà dal profondo del suo cuore e le strade costruite dall'uomo cancellerà ed un'altro mondo nuovo arriverà.

martedì 7 ottobre 2008

La Family


Sto pensando al tempo che passa ed alle foto che mi si presentano davanti sempre con rapida rigidità, sempre con impronte indelebili. Non ho ancora incontrato, né mai saputo capire questi personaggi che mi leggono negli occhi il flagello, come se nella mia precedente vita fossi stato un inquisitore, un persecutore, un assassino, o come se nell'attuale vita fossi un...vulcano in eruzione, distruttivo e rabbioso, con la ferocia di chi ha ballato per troppo tempo con le bestie. Dannato dalle dodici colonne, deriso dai dieci cieli e cacciato in fondo al oceano più profondo dalle sette teste. Non so, so soltanto che in tutto quello che faccio, in tutto quello che dico e penso, sono una lunga strada verso l'Amore, luce, intensità, piccole pietre che creano cerchi nell'acqua nell'orizzonte all'infinito e prima o poi incontrandosi con le Ondine degli altri fratelli, smuoveranno il mondo. E' un continuo canto per armonizzare gli elementi in un susseguirsi di svariate forme e figure che dimostreranno l'esistenza dell'Amore universale, della Fratellanza universale.

martedì 30 settembre 2008

Soul sacrifice


Quanti sacrifici ancora? Quanta sofferenza ancora?

Blowin in the wind
(Bob Dylan)

How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
Yes, 'n' how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, 'n' how many times must the cannon balls fly
Before they're forever banned?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.

How many years can a mountain exist
Before it's washed to the sea?
Yes, 'n' how many years can some people exist
Before they're allowed to be free?
Yes, 'n' how many times can a man turn his head,
And Pretend that he just doesn't see?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.

YES, 'N' how many times must a man look up
Before he can see the sky?
Yes, 'n' how many ears must one man have
Before he can hear people cry?
Yes, 'n' how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.



Un giorno conobbi un uomo: piangeva come una fontana.
"Perché piangi?" gli chiesi.
“La donna che amo ha detto che ballerà con me
solo se le porterò delle rose rosse,
ma in tutto il giardino non c’è una sola rosa rossa!".
Anche l’usignolo lo ascoltava commosso.
"Il principe dà un ballo domani sera", singhiozzava l'uomo.
"Io e lei siamo stati invitati.
Se le porterò una rosa rossa ballerà con me fino all’alba.
Ma non v'è rosa rossa nel mio giardino,
e così me ne starò tutto solo
e lei mi passerà davanti senza degnarmi di uno sguardo.
Non si curerà di me e il mio cuore si spezzerà".
"Ecco uno che sa veramente amare", disse l’usignolo.
"Quello che io canto, egli lo soffre:
quello che per me e gioia, per lui è dolore.
L’amore è una cosa meravigliosa:
è più prezioso di smeraldi e diamanti.
Non si può comprare con perle e pietre preziose.
Non è venduto al mercato
non ci sono mercanti o bilance per l’amore".
"Ballerà con tutti, ma non con me.
Perché non ho da offrire una rosa rossa".

L'uomo si buttò nell’erba e seppellì il viso nelle mani.
"Perché piange?",
chiese una lucertolina marrone,
passandogli accanto di corsa, con la coda in aria.
"Già, perché piange? ",
chiese una farfalla che svolazzava dietro a un raggio di sole.
"Sì, perché?",
sussurrò una primula alla sua vicina con una voce dolce, sommessa.
"Piange per una rosa rossa", rispose l’usignolo.
"Per una rosa rossa?", esclamarono; "che ridicolaggine!" .
La lucertolina, che era un po’ cinica, sghignazzò senza ritegno.
Ma l’usignolo capiva il segreto del dolore dell'uomo
e se ne stette silenzioso,
sulla quercia, a riflettere sul mistero del dolore.
D’un tratto spalancò le ali brune e si librò in aria.
Attraversò il boschetto come un’ombra,
e come un’ombra veleggiò attraverso il giardino.
Al centro del prato c’era un bel rosaio,
e quando lo vide l’usignolo si posò su uno dei suoi rami.

"Dammi una rosa rossa", implorò,
"e ti canterò la più dolce delle mie canzoni".
Il rosaio scosse i rami.
"Le mie rose sono bianche", rispose;
"bianche come la spuma del mare,
e più bianche della neve sui monti.
Ma va’ da mio fratello, che cresce intorno alla vecchia meridiana,
e forse lui ti darà quello che cerchi".
Così l’usignolo volò fino al rosaio che cresceva intorno alla vecchia meridiana.

"Dammi una rosa rossa", implorò,
"e ti canterò la più dolce delle mie canzoni ".
Ma il rosaio scosse i rami.
"Le mie rose sono gialle", rispose;
"gialle come l’asfodelo che fiorisce nei campi, gialle come grano.
Ma va’ da mio fratello che fiorisce sotto la finestra dell'uomo,
e forse lui ti darà quello che cerchi ".
Così l’usignolo volò al rosaio che cresceva sotto la finestra dell'uomo.

"Dammi una rosa rossa", esclamò,
"e ti canterò la più dolce delle mie canzoni ".
Ma il rosaio scosse i rami.
"Le mie rose sono rosse", rispose, "più rosse del corallo.
Ma l’inverno mi ha gelato le vene,
la neve mi ha distrutto i germogli
e la tempesta mi ha spezzato i rami:
non avrò nemmeno una rosa".

"Una rosa rossa è tutto quello che voglio!", gridò l’usignolo.
"Solo una rosa rossa! Non esiste un modo per procurarmela?".
"Una maniera c’è", rispose il rosaio.
"Ma è così terribile che non ho il coraggio di dirtela".
"Dimmela", disse l’usignolo, "io non ho paura".
"Se vuoi una rosa rossa", disse il rosaio,
"devi tingerla con il tuo sangue.
Devi cantare per me col petto contro una delle mie spine.
Tutta la notte devi cantare per me,
e la spina deve trafiggerti il cuore,
e il tuo sangue deve scorrere nelle mie vene e diventare mio".

"La morte è un prezzo alto da pagare per una rosa rossa",
disse l’usignolo.
"La vita è bella e cara tutti. Eppure l’amore è più grande della vita.
E che cos’è mai il cuore di un uccello
in confronto al cuore di un uomo?".
Si librò in volo e ritornò dall'uomo, che continuava a disperarsi.
"Sii felice", gli gridò l’usignolo, "sii felice.
Avrai la tua rosa rossa. La tingerò io con il sangue del mio cuore.
In cambio ti chiedo solo di essere sincero nel tuo amore".
L'uomo alzò il capo,
ma naturalmente non capiva nulla di quello che l’usignolo diceva.
Ma la quercia capì e si rattristò,
perché amava molto l’usignolo
che aveva costruito il proprio nido in mezzo ai suoi rami.
"Cantami un’ultima canzone", sussurrò,
"sarò tanto sola quando tu non ci sarai più ".
L’usignolo cantò per la quercia
e la sua voce sembrava acqua zampillante da una fonte d’argento.

L'uomo se ne andò, sbuffando:
"L’usignolo ha una bella voce, ma certamente nessun sentimento.
Pensa solo al canto, alle belle note.
Non gliene importa niente degli altri.
Sono tutti così gli artisti!".
Andò nella sua stanza, si distese sul letto e,
pensando alla sua amata, si addormentò.
Quando in cielo si accese la luna,
l’usignolo volò al roseto e mise il petto contro una spina.
Tutta la notte cantò, col petto contro la spina.
Anche la fredda luna di cristallo si chinò e ascoltò.
Tutta la notte cantò, e la spina gli penetrò sempre più profondamente nel petto,
mentre il sangue della vita scorreva via.
Sbocciò una rosa meravigliosa,
rossa come il sole d’oriente, rossa più di un rubino.
Ma la voce dell’usignolo si affievolì.
Le sue piccole ali cominciarono a tremare e un velo di dolore gli annebbiò gli occhi.
La sua voce meravigliosa si spense in un’ultima esplosione di trilli,
mentre la rosa meravigliosa
spalancava i petali alla fredda aria del mattino.
"Guarda, guarda!", gridò il rosaio.
"La rosa è finita ora".

Ma l’usignolo non rispose, perché giaceva morto nell’erba alta.
A mezzogiorno, l'uomo aprì la finestra e guardò fuori.
"Ehi, ma che fortuna incredibile!", esclamò.
"Qui c’è una rosa rossa!
Non ho mai visto una rosa così in tutta la vita.
Così bella che di sicuro deve avere un lungo nome latino".
Si spenzolò dalla finestra e la colse.
Poi corse alla casa della donna dei suoi sogni con la rosa in mano.
"Hai detto che avresti ballato con me
se ti avessi portato una rosa rossa",
esclamò l'uomo.
"Ecco la rosa più rossa del mondo.
La porterai stasera sul cuore,
e quando balleremo insieme ti dirò quanto ti voglio bene".

Ma la donna si accigliò.
"Non mi serve più. Non si intona con il mio vestito.
E poi il nipote del banchiere mi ha mandato dei gioielli veri,
e tutti sanno che i gioielli costano molto più dei fiori ".
"Sei solo un’ingrata!", disse rabbioso l'uomo.
E gettò la rosa nella strada.
La rosa rossa finì in una pozzanghera e la ruota di un carro la schiacciò.
"L’amore non esiste", concluse l'uomo.
E tornò a casa.

venerdì 26 settembre 2008

War Pigs!


GENERALS GATHERED IN THEIR MASSES,
JUST LIKE WITCHES AT BLACK MASSES.
EVIL MINDS THAT PLOT DESTRUCTION,
SORCERERS OF DEATH'S CONSTRUCTION.
IN THE FIELDS THE BODIES BURNING,
AS THE WAR MACHINE KEEPS TURNING.
DEATH AND HATRED TO MANKIND,
POISONING THEIR BRAINWASHED MINDS.
OH LORD, YEAH!

POLITICIANS HIDE THEMSELVES AWAY.
THEY ONLY STARTED THE WAR.
WHY SHOULD THEY GO OUT TO FIGHT?
THEY LEAVE THAT ROLE TO THE POOR, YEAH.

TIME WILL TELL ON THEIR POWER MINDS,
MAKING WAR JUST FOR FUN.
TREATING PEOPLE JUST LIKE PAWNS IN CHESS,
WAIT TILL THEIR JUDGEMENT DAY COMES, YEAH.

NOW IN DARKNESS WORLD STOPS TURNING,
ASHES WHERE THE BODIES BURNING.
NO MORE WAR PIGS HAVE THE POWER,
HAND OF GOD HAS STRUCK THE HOUR.
DAY OF JUDGEMENT, GOD IS CALLING,
ON THEIR KNEES THE WAR PIGS CRAWLING.
BEGGING MERCIES FOR THEIR SINS,
SATAN, LAUGHING, SPREADS HIS WINGS.
OH LORD, YEAH!

BLACK SABBATH

mercoledì 24 settembre 2008

Ma che...ma come


Ma dove mi trovo? Sono arrivato o sto arrivato? Ma come ho fatto?
Beh, caro amico, sei in un mondo che tu stesso hai creato, tu stesso al bivio hai saputo cambiare la tua storia e probabilmente la storia di tante storie intrecciate con la tua, resterai ad intrecciarti anche dopo, quando non ci sarai più, la durata dipende da quanto ti sei fatto sentire. Dunque, sei in un mondo scelto da te.
Almeno che tu non dovresti morire proprio adesso, stai arrivando, stai andando e non smetterai di evolverti neanche se ti arrendi, dunque puoi ancora scegliere di scegliere e non è poco.
Hai fatto come hai sempre fatto, di testa tua o ti sei lasciato prendere dall'ozio ed alle scelte degli altri.
E cerca di leggere fra queste righe ricche di te stesso la mappa della tua vita.